Site Overlay

Il cotonificio sul Matese — Postilla: L’acqua del Matese, chi la imbottiglia







Il cotonificio sul Matese — Postilla all’Epilogo

Nota aggiuntiva · Industria idrica · Parco Nazionale del Matese

L’acqua del Matese:
chi la imbottiglia e dove

Una mappatura dei soggetti industriali che operano sulle sorgenti dell’area del Parco Nazionale del Matese, con i dati verificabili e la segnalazione esplicita di quelli non disponibili

Matese.bike · Miniserie “Il cotonificio sul Matese” · Postilla all’Epilogo

Nota metodologica. Questa postilla integra l’epilogo della miniserie con una mappatura dell’industria idrica nell’area del Parco Nazionale del Matese. I dati riportati sono quelli disponibili attraverso fonti pubbliche verificabili: bilanci depositati, comunicati stampa ufficiali, atti di concessione regionale, fonti giornalistiche documentate. Dove i dati non sono disponibili — in particolare sull’effettiva residenza della forza lavoro e sull’impatto sull’indotto locale — la postilla lo indica esplicitamente con la dicitura dato non disponibile. Non vengono formulate valutazioni sull’occupazione interna delle aziende né sulle vertenze sindacali in corso, argomenti oggetto di contenzioso tra le parti.

L’epilogo della serie ha applicato alle vicende del Cotonificio Egg un modello a tre variabili: capitale esterno, risorse locali irriproducibili, protezione istituzionale. Quella stessa risorsa locale — l’acqua del Matese — è oggi al centro di una filiera industriale distribuita su entrambi i versanti del massiccio, con soggetti di dimensioni, origini e approcci al territorio molto diversi tra loro. Mapparne la presenza è il primo passo per qualsiasi analisi economica che non voglia fermarsi alla superficie.

Versante campano — Provincia di Caserta

SGAM S.p.A. — Acqua Lete, Sorgesana, Prata (Pratella e Prata Sannita, CE)

La Società Generale delle Acque Minerali opera a Pratella dal 1893, quando l’acqua del fiume Lete veniva ancora trasportata in anfore di terracotta su carri di legno. La gestione industriale moderna prende avvio nei primi anni Ottanta, quando la famiglia Arnone — imprenditori napoletani attivi nel beverage da quattro generazioni — rileva e trasforma lo stabilimento.¹ I tre marchi prodotti — Lete (effervescente naturale), Sorgesana (oligominerale) e Prata — nascono tutti dalle sorgenti del bacino idrominerario del Lete, nel cuore del territorio del Parco Nazionale del Matese.

Lete ha ricevuto dal Ministero dello Sviluppo Economico il riconoscimento di “marchio storico di interesse nazionale”, primo caso nel settore delle acque in Italia. Il nome del marchio deriva dal Torrente Lete, corso d’acqua che attraversa Prata Sannita e Pratella prima di confluire nel Volturno: è nei pressi di Pratella che si trovano le sorgenti captate per l’imbottigliamento, con una quota di captazione di circa 300 metri. Il torrente ha la propria origine nel comune di Letino, a 1.028 metri di quota, per fenomeno carsico; ma il bacino idrominerario sfruttato dallo stabilimento è quello del tratto inferiore, in territorio pratellese e pratese.²

Dato Valore verificato Fonte / Anno
Dipendenti diretti stabilimento ~140 Beverfood 2016; FLAI-CGIL 2023
Residenza forza lavoro dato non disponibile
Fatturato ~110 milioni € Stima 2023 (FLAI-CGIL); 108M nel 2015
Linee produttive 12 SGAM, comunicato 2016
Sede legale Roma (dal 2011) Wikipedia; RDEditore
Sede operativa Pratella (CE) SGAM ufficiale
Investimenti nel territorio locale non documentati pubblicamente
Investimenti marketing Premium Sponsor FIGC / Nazionale italiana dal 2015 (Europei 2020, 2024; qualificazioni Mondiali); SSC Napoli 2005–2023; Giro d’Italia, Mondiali Ciclismo, Coppa del Mondo Sci, Europei Nuoto; Nazionale Basket 1999 Acqualete.it; FIGC; Calcio e Finanza 2015

Un elemento rilevante per l’analisi economica è il trasferimento della sede legale da Pratella a Roma nel 2011. Le acque minerali sono beni del demanio statale, concesse in uso dalle Regioni: la tassazione sul valore prodotto segue la sede legale dell’impresa, non quella della sorgente. Sul tema del rapporto tra SGAM e il territorio, esiste una presa di posizione pubblica documentata: nel 2012 il presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi dichiarò che l’azienda non restituiva nulla al territorio su cui insisteva la risorsa e che gli investimenti in marketing erano orientati fuori dalla provincia e spesso fuori dalla regione.³ Non risultano dichiarazioni pubbliche dell’azienda in risposta a quella presa di posizione.

Il Parco delle Acque: un progetto rimasto nel cassetto

Nel 2007 i comuni di Rocchetta e Croce, Pratella, Prata Sannita e Riardo siglarono un’intesa per la nascita di un “Parco delle Acque”, con l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso le risorse idriche, sviluppare un turismo eco-sostenibile e pianificare la gestione condivisa delle sorgenti. Il progetto si allargò successivamente ad altri quattordici comuni. Non è mai stato attuato: i riferimenti disponibili lo indicano come un’iniziativa “finita nel dimenticatoio”.³ I soggetti che avrebbero dovuto essere partner attivi del progetto includevano esplicitamente le aziende che imbottigliano le acque del territorio.

Versante molisano — Provincia di Campobasso e Isernia

Sul versante molisano del massiccio la situazione è più frammentata: esistono diverse realtà di imbottigliamento, alcune molto piccole, con storie recenti complesse e impatto occupazionale locale limitato.

Acqua Sepinia — Togni S.p.A. (Sepino, CB)

La sorgente “Tre Fontane” si trova nel comune di Sepino, a 900 metri di quota, sulle alture sovrastanti l’area dell’antica città romana di Saepinum. È la realtà di imbottigliamento più strutturata del versante molisano, con una storia che riflette bene le difficoltà di gestione tipiche di questa parte del territorio.

Lo stabilimento è stato gestito per lungo tempo in modo discontinuo, arrivando al commissariamento per fallimento. Nel marzo 2023 il Gruppo Togni S.p.A. — azienda marchigiana di Serra San Quirico, attiva anche nella produzione di spumanti — si è aggiudicata la concessione delle sorgenti dopo gara indetta dalla Regione Molise, completando il rilevamento del marchio e dell’attività nel giugno 2023, per un investimento iniziale di 2,5 milioni di euro. Il piano quinquennale prevede un ampliamento dello stabilimento con una nuova linea di imbottigliamento per un investimento complessivo di 12 milioni.⁴

Dato Valore verificato Fonte / Anno
Dipendenti stabilimento Sepino 14 (al momento acquisizione 2023) Togni SpA, comunicato 2023
Investimento previsto 12 milioni € (piano quinquennale) Togni SpA; Il Sole 24 Ore 2023
Capitale di provenienza Marchigiano (Serra San Quirico, AN) Togni SpA ufficiale
Impatto occupazionale atteso dichiarato ma non quantificato

Acqua Castellina (Castelpizzuto, IS)

La sorgente Folgara si trova a circa 800 metri di quota nel comune di Castelpizzuto, in provincia di Isernia, alle falde del Matese. La storia dello stabilimento è segnata da un contenzioso documentato tra la società concessionaria Castellina srl e il Comune di Castelpizzuto, accusato di captare acqua dalle sorgenti in modo abusivo. La Regione Molise aveva assegnato la concessione con determina dell’11 agosto 2014.⁵ La distribuzione del marchio risulta molto limitata e la capacità produttiva è ridotta.

Acqua Molisia (Sant’Elena Sannita, IS)

Sorgente a circa 850 metri di quota nell’area Montagnola-Colle dell’Orso nel Comune di Sant’Elena Sannita, adiacente a una zona protetta di interesse naturalistico. È censita tra le acque minerali riconosciute dalla Regione Molise.⁶ I dati occupazionali e di fatturato non sono disponibili pubblicamente.

Acqua Cannavine / Duronia (Duronia, CB)

La sorgente Cannavine è ubicata nel territorio di Duronia, a 918 metri sul livello del mare, su rocce calcaree dell’Appennino molisano. L’acqua viene imbottigliata in boccioni da 18 litri da Duronia Srl, con distribuzione locale e regionale, ed è anche utilizzata come fonte di proprietà dalla società Acquaviva Italia per il mercato dei boccioni domestici.⁷ Si tratta di una realtà molto piccola, senza dati occupazionali pubblici disponibili.

Il quadro: una lettura aggregata

Applicando il modello delle tre variabili che la miniserie ha costruito attraverso la storia di Egg, emerge un pattern comune a tutti gli operatori idrominerari del Matese: il capitale è esterno al territorio (napoletano per SGAM, marchigiano per Togni), la risorsa è locale e irriproducibile, la protezione istituzionale è la concessione regionale. La variabile che differenzia i casi non è il modello di estrazione — analogo per tutti — ma il rapporto che l’operatore costruisce con il territorio che cede la risorsa.

«L’acqua del Matese ha mosso i fusi di Egg, generato elettricità per la città, alimentato l’acquedotto campano-molisano e riempito miliardi di bottiglie. Il territorio è il substrato: la domanda è sempre quanto di quella ricchezza vi rimane.»

Egg costruiva Piedimonte attorno alla fabbrica: istituti di credito, società di mutuo soccorso, crescita demografica, stratificazione istituzionale. Gli operatori contemporanei producono occupazione diretta — significativa in rapporto alle dimensioni dei comuni coinvolti, trascurabile in rapporto ai fatturati generati — ma i meccanismi di reinvestimento nel territorio sono, dove documentati, orientati fuori dall’area del Parco.

Quel che resta da verificare

Questa postilla segnala le lacune documentali più rilevanti che un’analisi seria dovrebbe colmare prima di trarre conclusioni definitive sull’impatto economico dell’industria idrica nell’area del Parco:

— La residenza effettiva della forza lavoro di tutti gli stabilimenti: quanti dei ~140 dipendenti SGAM, dei 14 di Sepinia, risiedono nei comuni sede dello stabilimento?

— L’entità dell’indotto locale: forniture, logistica, manutenzione — sono appaltati a imprese del territorio?

— Il canone di concessione versato alle Regioni per il prelievo delle acque e la sua destinazione a livello locale.

— L’impatto idrogeologico dei prelievi sulle portate dei fiumi e delle sorgenti pubbliche nei comuni interessati, tema tecnico che esula dall’analisi economica ma ne costituisce il presupposto ambientale.

Nessuno di questi dati è attualmente disponibile in modo aggregato e verificabile attraverso fonti pubbliche. Sarebbero il contenuto naturale di uno studio commissionato — del tipo che il versante campano del Matese aveva prodotto negli anni Settanta e Novanta, e che oggi non esiste per l’industria idrica dell’intera area del Parco.

La postilla non è una requisitoria e non assegna colpe. È una mappa di quello che si sa, di quello che non si sa, e di quello che sarebbe utile sapere per costruire un modello socioeconomico credibile per il Parco Nazionale del Matese. Il confronto con Egg non è nostalgico: è metodologico. La storia insegna che le risorse del Matese hanno sempre attratto capitale esterno. La domanda aperta è se il Parco sarà in grado di trasformare quella attrazione in sviluppo locale — e su questo, i dati disponibili non consentono ancora una risposta.

Matese.bike · Redazione · Il cotonificio sul Matese, Postilla

Note e fonti

¹ RDEditore, profilo SGAM S.p.A., rdeditore.it; Wikipedia, voce “Acqua Lete”, aggiornamento 2026. La data di avvio dell’attività industriale moderna da parte della famiglia Arnone è indicata come “inizio anni Ottanta” nelle fonti aziendali; la SGAM è operativa nella forma attuale dal 1983.

² Wikipedia, voce “Acqua Lete”; SannioMatese Magazine, “Prata, Pratella e il fiume Lete”, marzo 2025; Studio Preliminare Ambientale per la concessione acque minerali Lete, Regione Campania VIA-VAS, ottobre 2014 (disponibile su viavas.regione.campania.it).

³ Corriere CE, “Parco delle Acque: accordo tra i comuni di Rocchetta e Croce, Pratella, Prata Sannita e Riardo. Interviene Zinzi e polemizza con Arnone”, 20 giugno 2012, corrierece.it. La dichiarazione di Zinzi è citata verbatim nella fonte.

⁴ PrimoPiano Molise, “Togni SpA rileva le attività e il marchio della storica acqua minerale Sepinia”, 29 giugno 2023; Il Sole 24 Ore, “Il gruppo Togni investe in Molise e punta anche su Usa, Canada e Giappone per crescere”, settembre 2023.

⁵ Beverfood, “Castellina: riprende la produzione e commercializzazione dell’acqua minerale molisana”, giugno 2015. La determina regionale del 11 agosto 2014 è citata nella nota stampa dell’azienda.

⁶ Regione Molise, sezione “Acque Minerali e Termali”, regione.molise.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/286.

⁷ Tiscali, scheda Duronia Acqua di sorgente Cannavine (archivio); GreenBiz.it, “Acquaviva Italia: dall’imbottigliamento dell’acqua al riciclo della plastica dei boccioni”.

← Leggi l’epilogo
L’asimmetria che resta


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *