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San Lorenzello – Cusano Mutri
Percorso sperimentale · 16 km · 1.288 m dislivello · Parco Nazionale del Matese
Traccia GPX
Confine PNM
ZSC
Scheda tecnica
Traccia GPS
Compatibile con Garmin, TomTom, Wahoo, Komoot, Strava, OsmAnd e tutte le app GPS standard.
Il percorso
Il tracciato collega San Lorenzello a Cusano Mutri attraverso il settore meridionale del Parco Nazionale del Matese, con 16 chilometri e un dislivello positivo di 1.288 metri. Il dato altimetrico è consistente rispetto alla distanza: il percorso sale progressivamente attraverso le strade forestali che risalgono il fianco del Monte Erbano, cima a 1.385 metri s.l.m. che chiude a sud la conca di Cusano Mutri e la separa fisicamente dal territorio di Faicchio. Il toponimo è di lettura immediata: la montagna era nota per la ricchezza di erbe spontanee, elemento che la tradizione orale locale ha fissato nel nome.
Il fondo è prevalentemente sterrato compatto con tratti di roccia affiorante nella parte alta. La copertura forestale è continua nel tratto centrale, con boschi misti che nelle quote più basse lasciano spazio a vegetazione ripariale lungo i canali tributari del Titerno. Il percorso rientra nella categoria B del censimento: tecnicamente impegnativo, richiede esperienza nella guida fuoristrada e una moto adeguata al fondo misto.
Territorio — San Lorenzello
San Lorenzello sorge alle falde del Monte Erbano in provincia di Benevento. Fu casale di Cerreto Sannita dal XV al XIX secolo, quando divenne comune autonomo. Questa posizione di dipendenza non impedì al borgo di sviluppare una propria tradizione ceramica, radicata nella disponibilità locale di argilla sulle sponde del torrente Titerno e di risorse idriche adeguate alla lavorazione.
Il momento di svolta fu il terremoto del 5 giugno 1688, che distrusse la vecchia Cerreto. La ricostruzione attirò ceramisti napoletani — i cosiddetti faenzari, termine derivato da Faenza, principale centro italiano della maiolica — che portarono tecniche e repertori decorativi nuovi. Padre riconosciuto di questa stagione è il ceramista Nicolò Russo, trasferitosi a Cerreto nel 1692: nella sua bottega si formarono le famiglie artigiane che avrebbero definito i secoli successivi, tra cui i Giustiniani, i Marchitto e i Festa. La ceramica di Cerreto e San Lorenzello è oggi tutelata da un disciplinare approvato nel 2001 e riconosciuta dal Ministero dell’Industria come ceramica artistica e tradizionale. I colori caratteristici — giallo intenso, verde ramina, arancio, blu cerretese — sono rimasti sostanzialmente stabili dall’età barocca.
Il centro storico conserva le tracce fisiche di questa continuità: il campanile con rivestimento in maiolica, il pannello maiolicato sul portale della chiesa della Congregazione della Sanità, le botteghe aperte lungo via Roma e via Sorripe. Ancora oggi a San Lorenzello operano laboratori a conduzione familiare che lavorano l’argilla con smalto stannifero preparato in loco.
Territorio — Cusano Mutri
Cusano Mutri è collocato a circa 475 metri s.l.m. ai piedi del Monte Mutria (1.823 m), terza cima del Matese dopo il Miletto e la Gallinola. La conca cusanese è chiusa su tre lati dai monti Cigno, Erbano e Mutria, con un unico sbocco naturale nella gola di Lavello: questa configurazione topografica spiega il nome medievale Castrum Cusani e il simbolo ideografico tradizionale del paese — la lettera Q — che rappresentava la cerchia montuosa con la sola apertura verso valle.
Le origini sono probabilmente sannite, con un’ipotesi di continuità con l’insediamento di Cossa, distrutto dai romani nel 214 a.C. Le prime attestazioni documentate risalgono al 490 d.C., con una bolla di papa Felice III. L’assetto medievale del borgo si consolidò sotto Longobardi e Normanni: stradine in pietra calcarea, scalinate, archi e portali scolpiti sono ancora leggibili nel centro storico. Il castello, dei conti di Morra dal XII secolo e poi passato ai Sanframondi, fu distrutto nel 1780 durante una rivolta popolare contro il marchese di Barrionovo; i ruderi sono visibili in Piazza Lago.
Le Forre di Lavello sono il canyon scavato dall’azione erosiva del Titerno tra i monti Erbano e Cigno: gole percorribili con guida esperta, che includono grotte, ponti antichi e siti di interesse storico. Il Monte Calvario, a 560 metri, è il punto panoramico principale: dalla sommità si abbraccia la Civita di Pietraroja, il Monte Mutria, il Monte Cigno e l’intera vallata del Titerno. Cusano Mutri è incluso nell’elenco nazionale dei Borghi più belli d’Italia.
Equipaggiamento
Moto enduro o maxienduro con pneumatici misti. Paramotore consigliato nel tratto alto per la presenza di roccia affiorante. GPS con traccia caricata prima della partenza: la segnaletica sul campo è assente o discontinua. Kit pronto soccorso, acqua sufficiente per l’intera uscita, autonomia carburante verificata. Non ci sono distributori sul percorso.
Una nota sul metodo
I percorsi nella sezione Sperimentali sono tracce rilevate con GPS durante uscite in moto sulle strade forestali e bianche del Matese. La documentazione raccoglie dati di percorribilità, geometria altimetrica e condizioni del fondo che le cartografie ufficiali disponibili non forniscono a questa scala di dettaglio. Chi percorre questi itinerari con il GPS attivo e segnala le condizioni riscontrate contribuisce a costruire una conoscenza del territorio più precisa e aggiornata — utile per chiunque voglia muoversi su queste strade con consapevolezza.
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Scheda percorso — matese.bike · Rilevamento GPS: febbraio 2026 · Categoria censimento: B · Sezione: Percorsi Sperimentali
