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Chi decide sul Matese: 1 associato su 36 residenti, popolazione residente e rappresentanza associativa a confronto

REPORT · DATI E FONTI

Nei 52 comuni del Parco Nazionale del Matese risiedono circa 143.000 persone. Le associazioni ambientaliste che ne hanno promosso e ottenuto l’istituzione contano, a livello nazionale, tra 200.000 e 350.000 tra soci e sostenitori. I dati locali disaggregati non sono pubblici. Questo report documenta ciò che è verificabile e ciò che non lo è.

Redazione matese.bike · maggio 2026

La strada che sale verso il Pianoro di Selvapiana finisce dove finisce l’asfalto, e lì, quasi sempre, c’è qualcuno. Quella mattina era un pastore, sui sessant’anni, che stava spostando le pecore da un lato all’altro del cancello. Ci siamo fermati. Si ferma sempre, chi viaggia su queste strade con un minimo di curiosità.

Non si è presentato. Ha guardato le moto, ha annuito, ha ripreso a contare le pecore. Poi ha cominciato a parlare da solo, o forse con noi — non era del tutto chiaro. Parlava della stalla di quota, lassù, quella che il padre aveva tenuto aperta per quarant’anni e che lui ha smesso di usare tre anni fa. Troppo scomoda da raggiungere, troppo cara da mantenere, nessun servizio a distanza ragionevole. «Prima conveniva. Adesso non conviene più.» L’ha detto senza amarezza, come si dice una cosa che si è già accettata.

I figli, gli abbiamo chiesto. Ha alzato la mano — gesto vago, direzione città. Uno è a Napoli, l’altro a Isernia. Torneranno per le feste. Il gregge lo porta avanti lui ancora qualche anno, poi si vedrà. Ha detto anche un’altra cosa, quasi di passaggio: che qualcuno ha deciso che quella stalla di quota è in zona 1 del parco, e che lui non ci può fare più nulla comunque. Ha scrollato le spalle. Non con rabbia — con la stanchezza di chi ha già smesso di aspettarsi che le cose cambino.

Ci siamo rimessi in sella dopo qualche minuto. Quella frase — qualcuno ha deciso — è rimasta. Chi ha deciso? In nome di chi? Quante persone, con quale presenza reale su questo territorio, hanno esercitato la pressione che ha prodotto quelle norme?

Siamo tornati a casa e abbiamo cercato i numeri.

Il report

Nota metodologica

Questo report intende costruire un quadro quantitativo del rapporto tra la popolazione residente nell’area del Parco Nazionale del Matese e la base associativa delle organizzazioni che ne hanno promosso l’istituzione. Il confronto è rilevante perché le decisioni normative sulla zonazione e le misure di salvaguardia producono effetti diretti e immediati sulle comunità residenti, mentre la pressione istituzionale che ha determinato l’istituzione del parco è stata esercitata principalmente da soggetti organizzati la cui base è distribuita su scala nazionale.

I dati di popolazione sono tratti dal Censimento Permanente ISTAT, riferiti al 31 dicembre 2023 (ultimo dato consolidato disponibile per l’insieme dei comuni). I dati associativi sono quelli resi pubblicamente disponibili dalle singole organizzazioni — dove disponibili — o derivati da fonti secondarie verificabili. Nessuna delle associazioni ambientaliste coinvolte pubblica dati di iscrizione disaggregati per sezione locale o per territorio del PNM: il confronto è quindi necessariamente asimmetrico, e questa asimmetria è essa stessa un dato documentabile.

La popolazione residente nell’area del PNM

Il DM 22 aprile 2025 individua 52 comuni ricadenti, interamente o parzialmente, nel perimetro del Parco Nazionale del Matese. La popolazione complessiva residente in questi comuni, al 31 dicembre 2023, ammonta a circa 143.300 abitanti, distribuiti per il 57% in Campania (32 comuni, ~81.400 abitanti) e per il 43% in Molise (21 comuni, ~61.900 abitanti).

Dati di sintesi — Popolazione comuni PNM

Totale comuni: 52 (31 Campania + 21 Molise secondo il decreto definitivo)

Popolazione totale stimata: ~143.000 abitanti

Comuni con meno di 2.000 abitanti: 34 su 52 (65%) — rappresentano il 23% della popolazione totale

Media abitanti per comune: ~2.650

Comune più popoloso: Isernia (IS) — ~21.300 abitanti

Comune meno popoloso: Castelpizzuto (IS) — ~200 abitanti

Fonte: ISTAT, Censimento Permanente della Popolazione, dati al 31/12/2023. I dati si riferiscono all’intera popolazione comunale, indipendentemente dalla quota di territorio ricadente nel perimetro del parco.

Un dato strutturale emerge con chiarezza: il territorio del PNM è caratterizzato da un tessuto insediativo fortemente frammentato e demograficamente fragile. Oltre due terzi dei comuni hanno meno di 2.000 abitanti. Comuni come Castelpizzuto (201 ab.), Ciorlano (333 ab.), Gallo Matese (371 ab.) e Pettoranello del Molise (419 ab.) sono realtà dove la quasi totalità della popolazione residente vive — direttamente o indirettamente — di attività connesse al territorio: agricoltura, pascolo, silvicoltura, piccolo commercio locale. Le misure di salvaguardia della Zona 1, che vietano nuovi edifici, attività sportive motorizzate e nuove opere stradali, si applicano su comunità che non hanno alternative economiche al territorio che le circonda.

Il 65% dei comuni del PNM ha meno di 2.000 abitanti. Per questi territori, le misure di salvaguardia non sono una questione ambientale astratta: riguardano la sopravvivenza economica delle comunità.

Distribuzione comuni per fascia di popolazione

Oltre 10.000 abitanti (3 comuni): Isernia ~21.300 · Venafro ~11.100 · Piedimonte Matese ~10.800

5.000–10.000 abitanti (5 comuni): Alife ~7.800 · Bojano ~7.800 · Telese Terme ~7.500 · Morcone ~5.200 · Guardia Sanframondi ~4.800

2.000–5.000 abitanti (10 comuni): Cusano Mutri · Cerreto Sannita · San Salvatore Telesino · Faicchio · Gioia Sannitica · Castelvenere · Montaquila · Venafro (parz.) · altri

Sotto 2.000 abitanti (34 comuni — 65% del totale)

Nota: i tre comuni più popolosi (Isernia, Venafro, Piedimonte Matese) ricadono solo parzialmente nel perimetro PNM. La popolazione effettivamente soggetta alle misure di salvaguardia è significativamente inferiore al dato anagrafico comunale.

Le associazioni promotrici: base associativa nazionale e locale

Le organizzazioni che hanno esercitato la pressione istituzionale determinante per l’istituzione del PNM sono riconducibili a due livelli: le grandi associazioni nazionali riconosciute (WWF, Legambiente, Italia Nostra, LIPU) e una costellazione di associazioni locali riunite nella Consulta del Matese. Di queste ultime non esistono dati di iscrizione pubblici. Delle prime, i dati disponibili sono i seguenti.

Base associativa nazionale — grandi sigle promotrici del PNM

Legambiente
Oltre 115.000 tra soci e sostenitori (dato auto-dichiarato, fonte: Wikipedia/Legambiente, aggiornamento non datato con precisione). Circa 1.000 circoli su scala nazionale. Il dato non è disaggregato per regione o per territorio. Il Bilancio Sociale 2023 non riporta il numero totale di soci come voce esplicita. Sezioni attive nell’area: Legambiente Molise, Legambiente Campania (con propri circoli locali non censiti pubblicamente).
Fonte: Wikipedia/Legambiente; Bilancio Sociale Legambiente 2023.

WWF Italia
Oltre 100.000 sostenitori (dato auto-dichiarato, fonte: Wikipedia/WWF Italia). Una pagina del sito istituzionale indica «50.000 persone» come base associativa attiva. Il dato varia a seconda della fonte e della distinzione tra soci e donatori. Sezioni attive nell’area: WWF Sannio, WWF Molise.
Fonte: Wikipedia/WWF Italia; sito sostieni.wwf.it.

Italia Nostra
Circa 200 sezioni su scala nazionale (dato Wikipedia). Il numero totale di soci non è pubblicato ufficialmente. Lo statuto prevede un minimo di 15 soci per costituire una sezione, suggerendo un minimo teorico di ~3.000 soci nazionali; la dimensione reale è verosimilmente superiore ma non documentata pubblicamente. Sezioni attive nell’area: Italia Nostra Matese–Alto Tammaro (promotrice del ricorso TAR), Italia Nostra Campobasso, Italia Nostra Isernia.
Fonte: Wikipedia/Italia Nostra; statuto Italia Nostra; avviso assemblea 2024.

LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli)
Circa 30.000 soci (dato citato da fonti terze; non verificabile con precisione da bilancio pubblico recente). Sezioni attive nell’area: LIPU Benevento, LIPU Abruzzo e Molise.
Fonte: stime da fonti secondarie; dato da verificare.

Limite strutturale del dato. Nessuna delle associazioni citate pubblica il numero di iscritti disaggregato per sezione locale o per territorio del PNM. Non è quindi possibile determinare quanti soci delle grandi associazioni risiedano nei comuni dell’area protetta. Le sezioni locali (WWF Sannio, Legambiente Molise, Italia Nostra Matese–Alto Tammaro) non hanno reso pubblici i propri dati associativi. Questo limite è documentabile e rilevante: le decisioni che incidono su ~143.000 residenti sono state promosse da soggetti la cui base locale non è quantificabile con gli strumenti disponibili.

La Consulta del Matese e le associazioni minori

Il fronte associativo promotore del PNM comprende, oltre alle grandi sigle nazionali, un insieme articolato di organizzazioni locali e regionali che si sono coordinate nella cosiddetta Consulta del Matese e in reti simili. L’elenco documentato comprende: Amici del Parco di Pontelandolfo, Associazione Culturale Metec Alegre, Associazione Culturale Togo Bozzi, Associazione Falco APS, Cooperativa La Ramegna, Fondazione Anchise Onlus, La Cittadella (Morcone), Pro Art Bojano, Pro Olio San Lupo APS, Radici Future ETS (Cerreto Sannita), Sepino nel Cuore APS, Via Micaelica Molisana APS, Salviamo l’Orso, Intramontes, CAI Bojano, Io non ho Paura del Lupo, Rewilding Apennines, ENPA Isernia, ARDEA, Consulta Giovanile di Bojano.

Per nessuna di queste organizzazioni sono disponibili dati di iscrizione pubblici. Le loro dimensioni sono verosimilmente nell’ordine di decine o poche centinaia di aderenti ciascuna. La loro influenza istituzionale è stata esercitata non attraverso il peso numerico degli associati, ma attraverso la capacità di produrre atti giuridici (ricorsi TAR), documenti tecnici (osservazioni alla perimetrazione), e comunicazione pubblica coordinata.

I dati fin qui raccolti descrivono una situazione paradossale: sappiamo quante persone abitano nei comuni del PNM, ma non sappiamo quante tra i soci delle associazioni promotrici vi risiedono. Le associazioni non pubblicano dati disaggregati per sezione locale. Per costruire una stima è necessario ricorrere a coefficienti di scala basati sulla struttura demografica del territorio.

Il coefficiente di scala: dal dato nazionale al territorio omogeneo

Applicare direttamente la quota PNM/Italia al dato associativo nazionale produce una stima distorta per due ragioni: il denominatore è troppo grande e include realtà urbane strutturalmente diverse, e le associazioni ambientaliste sono distribuite sul territorio in modo non proporzionale alla popolazione ma concentrato nelle aree urbane. Per correggere la prima distorsione si utilizza la classificazione SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne) di ISTAT.

La classificazione SNAI, aggiornata al ciclo 2021-2027, individua tre livelli di aree interne: Comuni Intermedi, Periferici e Ultraperiferici, distinti dai Centri sulla base dell’accessibilità ai servizi essenziali misurata in minuti di percorrenza. I comuni del PNM rientrano quasi interamente nelle categorie Periferico e Ultraperiferico — i più isolati, con la struttura demografica più fragile e l’economia più dipendente dal territorio.

Dati ISTAT — Popolazione aree interne al 1° gennaio 2024

Popolazione Italia totale: ~58.990.000

Aree interne totali (Intermedi + Periferici + Ultraperiferici): ~13.300.000 (22,5% del totale)

Solo Periferici + Ultraperiferici: ~5.300.000 (9,0% del totale)

Molise: circa il 70% della popolazione in aree interne — la quota più alta d’Italia dopo la Basilicata

Fonte: ISTAT, «La demografia delle aree interne: dinamiche recenti e prospettive future», luglio 2024.

Su questa base sono stati costruiti tre coefficienti di scala, ciascuno con un diverso grado di omogenità rispetto al territorio del PNM.

I tre coefficienti di scala

K1 — confronto con Italia totale (base di riferimento):
143.000 / 58.990.000 = 0,0024 (1 su 412)
Coefficiente grezzo, non corretto per omogeneità territoriale. Usato come riferimento minimo.

K2 — confronto con aree interne nazionali SNAI (intermedi + periferici + ultraperiferici):
143.000 / 13.300.000 = 0,0108 (1 su 93)
Corregge per la struttura rurale. Zona di riferimento omogenea al PNM per accessibilità e dimensione demografica.

K3 — confronto con soli comuni periferici + ultraperiferici SNAI:
143.000 / 5.300.000 = 0,0270 (1 su 37)
Coefficiente più omogeneo al PNM: corrisponde ai comuni più isolati, montani, con economia agro-silvo-pastorale. La maggior parte dei piccoli comuni del Matese rientra in questa categoria.

Il coefficiente K3 è il più appropriato come base di stima perché la struttura socioeconomica dei comuni del PNM — dimensione demografica ridotta, isolamento fisico, economia primaria, spopolamento — corrisponde esattamente alla definizione SNAI di comune Periferico o Ultraperiferico. Usare K1 o K2 sovrastimerebbe sistematicamente la presenza associativa locale, perché includerebbe nel denominatore milioni di abitanti in contesti urbani dove le associazioni ambientaliste sono molto più rappresentate.

Stima degli associati locali

Stima soci locali per associazione — confronto K1/K2/K3

Legambiente (115.000 soci/sostenitori nazionali)
K1 (vs Italia): ~279 · K2 (vs Aree Interne): ~1.236 · K3 (vs Periferici+Ultra): ~3.103

WWF Italia (100.000 sostenitori nazionali)
K1 (vs Italia): ~242 · K2 (vs Aree Interne): ~1.075 · K3 (vs Periferici+Ultra): ~2.698

LIPU (~30.000 soci nazionali, stima)
K1 (vs Italia): ~73 · K2 (vs Aree Interne): ~323 · K3 (vs Periferici+Ultra): ~809

Italia Nostra — numero totale soci non pubblicato: stima non applicabile.

Totale cumulato (Legambiente + WWF + LIPU = 245.000 nazionali)
K2: ~2.634 soci totali attesi area PNM
K3: ~6.610 soci totali attesi area PNM

Nota: K3 produce la stima più alta perché il denominatore è più piccolo (solo 5,3M di abitanti). Va interpretata come limite superiore, non come valore puntuale.

La correzione per distribuzione urbana

I coefficienti SNAI correggono per la struttura del territorio, ma non per il fatto che le associazioni ambientaliste sono strutturalmente sovrarappresentate nelle aree urbane. Non esistono dati pubblicati sulla distribuzione degli iscritti per tipologia di comune, ma la letteratura sul volontariato in Italia indica che nelle aree interne la densità associativa è inferiore alla media nazionale. Una stima conservativa colloca la densità associativa nelle aree periferiche e ultraperiferiche tra il 50% e il 60% della media nazionale.

Stima finale — K3 con correzione per distribuzione urbana

Con fattore correttivo 0,6 (densità associativa = 60% della media):
Stima soci cumulati Legambiente + WWF + LIPU nell’area PNM: ~3.966
Rapporto residenti PNM / soci stimati: 36:1

Con fattore correttivo 0,5 (densità associativa = 50% della media):
Stima soci cumulati: ~3.305
Rapporto residenti PNM / soci stimati: 43:1

In entrambi i casi, ogni socio stimato delle grandi sigle ambientaliste nell’area PNM «rappresenta», in termini demografici, tra 36 e 43 residenti. Il dato non implica un giudizio di legittimità: le associazioni agiscono in base a missioni istituzionali, non a mandati elettorali. Documenta però la proporzione tra chi ha esercitato la pressione istituzionale e chi ne subisce le conseguenze normative.

Il raffronto: cosa dicono i numeri

Il dato più significativo non è il rapporto numerico in sé — che sarebbe comunque fuorviante, trattandosi di grandezze non omogenee — ma la sua struttura qualitativa. La base associativa delle organizzazioni promotrici è distribuita su scala nazionale, è prevalentemente urbana, e il suo interesse per il territorio matesino è mediato dalla missione istituzionale delle associazioni stesse. La popolazione residente ha invece un interesse diretto, immediato e non delegabile: vive, lavora e produce reddito su quel territorio.

Questa asimmetria non è una patologia del processo istitutivo del PNM: è strutturale in quasi tutti i processi di istituzione di aree protette. Ciò che è specifico del caso matesino è che questa asimmetria non è stata bilanciata da strumenti di rappresentanza locale adeguati nel processo decisionale, e che le misure di salvaguardia producono effetti immediati su comunità che non hanno avuto voce proporzionale nella loro definizione.

Le associazioni promotrici contano centinaia di migliaia di soci su scala nazionale. I dati locali non sono pubblici. I 143.000 residenti nei comuni del PNM non hanno avuto rappresentanza proporzionale nel processo che ha definito le norme che li riguardano.

Raffronto orientativo — dati aggregati

Popolazione residente nei comuni del PNM: ~143.000 abitanti

Base associativa totale delle principali sigle promotrici (scala nazionale): ~250.000–350.000 tra soci e sostenitori (WWF + Legambiente + LIPU + Italia Nostra)

Base associativa stimata nelle sezioni locali dell’area PNM: non documentata pubblicamente — ordine di grandezza non determinabile

Comuni che hanno formalmente richiesto modifiche alla perimetrazione o l’esclusione dal PNM: almeno 21 (dati dal decreto)

Comuni che hanno approvato delibere favorevoli al PNM: numero non determinato con precisione

L’assenza dei dati locali: un problema di trasparenza

Il fatto che nessuna delle associazioni ambientaliste operanti nell’area del PNM pubblichi dati di iscrizione disaggregati per sezione locale non è un dettaglio trascurabile. Nel contesto italiano del Terzo Settore, le associazioni di promozione sociale sono soggette a obblighi di pubblicazione del bilancio sociale, ma non sono tenute a pubblicare il numero di soci per sezione territoriale.

Questo significa che non è possibile rispondere a domande semplici e legittime: quanti soci ha WWF Sannio? Quanti ha Legambiente Molise? Quanti iscritti conta Italia Nostra Matese–Alto Tammaro, la sezione che ha promosso il ricorso TAR che ha costretto all’istituzione del parco? Sono decine? Centinaia? Queste organizzazioni parlano in nome di quante persone residenti nel territorio che vogliono tutelare?

L’assenza di questi dati non è necessariamente il risultato di una scelta deliberata di opacità. È la conseguenza di un sistema normativo che non richiede questo livello di trasparenza. Ma l’effetto pratico è che il peso istituzionale esercitato da queste organizzazioni — sufficiente a portare un caso davanti al TAR del Lazio e a ottenere una sentenza che ha costretto il MASE ad agire — non è quantificabile in termini di rappresentatività locale.

Conclusioni documentate

Ciò che questo report può affermare con certezza documentata è il seguente insieme di fatti.

Primo. Nei 52 comuni del PNM risiedono circa 143.000 persone, di cui il 65% in comuni con meno di 2.000 abitanti, fortemente dipendenti dalle attività agro-silvo-pastorali e dalla gestione del territorio.

Secondo. Le principali associazioni ambientaliste che hanno promosso l’istituzione del PNM contano, a livello nazionale, circa 245.000 tra soci e sostenitori (Legambiente 115.000 + WWF 100.000 + LIPU 30.000; Italia Nostra non disponibile). Applicando il coefficiente K3 — il più omogeneo al territorio del PNM — la presenza associativa stimata nell’area del parco è compresa tra 3.300 e 4.000 persone, con doppia correzione per zona omogenea e distribuzione urbana. Il dato reale non è verificabile perché nessuna associazione pubblica iscritti disaggregati per sezione locale.

Terzo. Il rapporto tra popolazione residente e base associativa stimata localmente è compreso tra 36:1 e 43:1: per ogni socio stimato delle grandi sigle nell’area PNM, ci sono tra 36 e 43 residenti sui cui diritti, proprietà e attività produttive le misure di salvaguardia producono effetti diretti. Il dato non esprime un giudizio di legittimità — le associazioni agiscono su mandato statutario, non elettorale — ma quantifica la proporzione tra chi ha esercitato la pressione istituzionale e chi ne subisce le conseguenze normative.

Quarto. Almeno 21 comuni hanno formalmente chiesto modifiche alla perimetrazione o condizioni specifiche durante il processo istitutivo. Il decreto ha accolto alcune di queste richieste e ne ha respinte altre, motivando i rigetti sulla base delle valutazioni tecniche di ISPRA.

Quinto. Nessuna delle associazioni ambientaliste ha prodotto o reso pubblicamente disponibile una verifica geografica della corrispondenza tra la zonazione normativa e la realtà del territorio. Questo lavoro è quello che matese.bike sta svolgendo.

Sesto. Il processo che ha portato alla zonazione — con i suoi effetti giuridici diretti su proprietà, attività produttive e diritti d’uso — non ha previsto meccanismi di consultazione popolare diretta delle comunità residenti, né ha prodotto dati vettoriali della zonazione accessibili ai cittadini.

Stima associati locali — area PNM — coefficiente K3 con correzione urbana

Legambiente (115.000 nazionali)
Stima locale: ~1.550 – 1.860 persone

WWF Italia (100.000 nazionali)
Stima locale: ~1.350 – 1.620 persone

LIPU (~30.000 nazionali)
Stima locale: ~405 – 485 persone

Italia Nostra
Stima locale: non calcolabile — numero totale soci nazionale non pubblicato

Totale cumulato grandi sigle (Legambiente + WWF + LIPU)
Stima locale: ~3.300 – 3.960 persone
Rapporto con la popolazione residente nei comuni PNM (~143.000): 1 associato ogni 36–43 residenti

Metodologia: coefficiente K3 = 143.000 / 5.300.000 (pop. comuni periferici+ultraperiferici SNAI, ISTAT 2024) = 0,0270. Fattore correttivo distribuzione urbana 0,50–0,60 applicato per correggere la sovrarappresentazione delle associazioni ambientaliste nelle aree urbane rispetto alle aree periferiche. I valori sono stime per eccesso in assenza di dati locali pubblicati.

Fonti del report

ISTAT, Censimento Permanente della Popolazione, dati al 31/12/2023 (tuttitalia.it per accesso comune per comune).

DM 22 aprile 2025, GU n. 106 del 9 maggio 2025 — elenco comuni e perimetrazione.

Wikipedia/Legambiente — dato «oltre 115.000 tra soci e sostenitori».

Wikipedia/WWF Italia — dato «oltre 100.000 sostenitori»; sostieni.wwf.it — dato «50.000 persone».

Wikipedia/Italia Nostra — «circa 200 sezioni»; statuto Italia Nostra (art. 2: minimo 15 soci per sezione).

Stime LIPU da fonti secondarie — da verificare.

Bilancio Sociale Legambiente 2023 (legambiente.it) — non riporta numero soci totale.

matese.bike · Redazione

Report pubblicato: maggio 2026. Aggiornamenti previsti a seguito di riscontri alle richieste di dati alle sezioni locali.

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